DISEGNO DI LEGGE CONCORRENZA: LA CAMERA APPROVA EMENDAMENTO SU PARITY RATE

7 ottobre 2015

La Camera dei Deputati, nella seduta di ieri sera, 6 ottobre 2015, ha approvato a larghissima maggioranza (434 voti favorevoli, 4 contrari e 3 astenuti) un emendamento al disegno di legge per il mercato e la concorrenza, con il quale si vietano le clausole che impediscono agli alberghi di pubblicare sul proprio sito internet un prezzo più basso di quello pubblicato sui portali di prenotazione.

Si tratta a nostro avviso di una decisione che dà ragione al mercato e al buon senso e stabilisce un nuovo e più corretto equilibrio nel rapporto tra le imprese ricettive e le multinazionali dell'intermediazione, completando il percorso che l'Antitrust aveva iniziato e timidamente lasciato a metà.

Nello specifico Federalberghi V.C.O. ringrazia l'On. Enrico Borghi che ha - insieme ad altri parlamentari - contribuito all'approvazione della norma, che concorre alla costruzione di un mercato più libero ed efficiente. In tal senso il Presidente Gian Maria Vincenzi, tiene a precisare che " i primi a beneficiare di questa importante novità saranno proprio i consumatori. Non tutti lo sanno, ma quando un portale promette il miglior prezzo, in realtà sta dicendo che ha proibito all'albergo di offrire un prezzo più conveniente sul proprio sito internet. Non per nulla da diversi mesi ormai gli operatori hanno aderito alla campagna nazionale "FATTI FURBO", della quale anche la ns. Associazione ha fornito ampia informazione sia agli operatori aderenti che attraverso i social.

In attesa dell'entrata in vigore della nuova legge, i consumatori possono già oggi contattare direttamente l'albergo, telefonicamente o mediante posta elettronica, per verificare la disponibilità di prezzi o condizioni migliorative rispetto a quelli pubblicati online".

Non vi è dubbio che quando la legge entrerà in vigore, dopo la definitiva approvazione in Senato (è ancora attivo il bicameralismo e la lotta in Senato si presenta altrettanto ardua), tutti gli attori saranno spronati a nuovi investimenti e ad una gestione più efficiente. Gli alberghi che vorranno potenziare le vendite dirette dovranno aumentare gli investimenti in tecnologia e nella formazione degli addetti. A loro volta, i portali, non potendo più contare sulla rendita di posizione offerta dalle clausole di parity, dovranno investire sulla qualità del servizio e sulla riduzione delle commissioni.

La norma approvata ieri colma un consistente divario con la Francia che ha abolito la parity rate lo scorso 6 agosto e la Germania, addirittura dal 2013. I tre paesi, con oltre 200mila hotel e più di 6 milioni di posti letto, possiedono più del 40% della capacità ricettiva dell'Unione Europea.

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